BIOMECCANICA

COMPRENDERE L’UTILITA’ DELL’ANALISI BIOMECCANICA NEI RUNNERS

UN INTERESSANTE STUDIO DELLA “CALIFORNIA STATE UNIVERSITY DI FRESNO – USA, 

L’economia del runner, che è stata tradizionalmente misurata come il costo dell’ossigeno del corridore, a una data velocità, è stata accettata come il criterio fisiologico per “l’efficienza” della prestazione ed è stata identificata come un elemento critico delle prestazioni generali di distanza. 

Esiste un collegamento intuitivo tra la meccanica di esecuzione e il costo energetico della corsa, ma la ricerca fino ad oggi non ha stabilito un chiaro profilo meccanico di un corridore economico. Sembra che attraverso la formazione, gli individui siano in grado di integrare e adattare la propria combinazione unica di dimensioni e caratteristiche meccaniche in modo che arrivino a un movimento in esecuzione che è più economico per loro.

Le informazioni in letteratura suggeriscono che i fattori biomeccanici possono contribuire a una migliore economia in ogni runner. Una varietà di dimensioni antropometriche potrebbe influenzare l’efficacia biomeccanica. Questi includono: all’altezza media o leggermente inferiore alla media per gli uomini e e all’altezza media o leggermente superiore alla media per le donne; indice ponderale alto e corporatura ectomorfa o mesomorfa; grasso corporeo a bassa percentuale; morfologia delle gambe che distribuisce la massa più vicina all’articolazione dell’anca; bacino stretto e piedi più piccoli della media.

Modelli di andatura, cinematica e cinetica della corsa possono anche essere correlati all’economia in dinamica. Questi fattori includono: lunghezza della falcata che viene scelta liberamente per un considerevole tempo di allenamento; bassa oscillazione verticale del centro di massa del corpo; angolo del ginocchio più acuto durante l’oscillazione; minore raggio di movimento ma maggiore velocità angolare della flessione plantare durante la convergenza; movimento del braccio di minore ampiezza; forze di reazione al suolo di picco basso; rotazione più veloce delle spalle nel piano trasversale; maggiore escursione angolare dei fianchi e delle spalle attorno all’asse polare nel piano trasversale; ed efficace sfruttamento dell’energia elastica accumulata.

A livello di sviluppo, queste informazioni potrebbero essere utili per identificare gli atleti con caratteristiche favorevoli per la corsa di resistenza. 

Quando invece si arriva a  livelli più alti di competizione, senza aver verificato il rapporto tra biomeccanica e morfologia, è probabile che la “selezione naturale” tenda ad eliminare gli atleti che non hanno ereditato o sviluppato caratteristiche che favoriscono l’economia della corsa.

 Questo studio svolto dal “Department of Physical Education and Human PerformanceCalifornia State University Fresno USA”, risulta essere molto interessante, in quanto definisce come vi sono delle caratteristiche morfologiche che garantiscono una naturale predisposizione all’attività di corsa di resistenza ma, allo stesso modo, indicano quanto possa essere utile, una corretta analisi biomeccanica, per comprendere le potenzialità dell’atleta e per ottimizzarle, anche in funzione della morfologia.


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